Aperitivo nell’orto sinergico alla Giustiniana

La produzione nell’orto sinergico dell’Associazione di Promozione sociale “Gipa Fuori dalla Stanza”, di cui abbiamo pubblicato l’ultimo articolo, prosegue alla grande e già si inizia a godere dei suoi primi frutti. Perciò organizzaremo venerdì (21/6) un aperitivo per far conosce l’orto e farci conoscere come associazione.

A breve la produzione ci permetterà di fare le famose cassette e vorremmo, tramite questo evento, iniziare a prendere dei contatti con possibili clienti interessati all’acquisto delle cassette.  Siete tutti invitati per questo incontro in cui si parlerà di Agricoltura Sinergica e molto altro.

Indirizzo: Via della Giustiniana, 879 (Roma) dalle ore 18 in poi

WhatsApp Image 2019-06-18 at 19.14.23

Nasce un nuovo orto sinergico a Roma

È nato un nuovo orto sinergico a Roma: l’orto dell’Associazione Gipa Fuori dalla Stanza in Via della Giustiniana.

Si tratta di un orto di circa 500 metri quadrati a cui ne verranno affiancati altri tre della stessa grandezza, in un terreno di mezzo ettaro, che stava diventando bosco un’altra volta dopo essere servito per anni a scopi agricoli.

L’Associazione Gipa Fuori dalla Stanza mi ha chiamato per aiutarli a creare quattro grandi orti sinergici dove far lavorare e socializzare una decina di ragazzi portatori di handicap. Nel contesto della proposta che il nome stesso dell’associazione rappresenta, abbiamo concretizzato la volontà di creare un posto dove questi ragazzi si possano incontrare e integrare con le altre persone, uscendo da casa, dalle loro stanze, per vivere momenti e spazi di socialità in cui stare e lavorare con altri.

Come l’agricoltura sinergica ci insegna, il nuovo orto è uno di quei luoghi dove 1+1=3!

Ho accettato volentieri questo incarico e ne sono felice. Sono innanzitutto care persone, genitori, familiari, amici ragazzi, psicologi tutti uniti dall’interesse per l’ambiente e la voglia di mettere in pratica l’agricoltura sinergica come metodo agricolo e filosofico.

Un vero strumento potente per far stare bene e insieme le persone, mentre si lavora con la terra e ci si godono i frutti del proprio lavoro grazie di questi bei momenti. Per ora abbiamo fatto un bellissimo lavoro!

WhatsApp Image 2019-05-26 at 22.15.39WhatsApp Image 2019-05-26 at 22.20.48WhatsApp Image 2019-05-26 at 22.20.22WhatsApp Image 2019-05-26 at 22.16.32

Se sei veramente sinergico, allora quando guardi, il vecchio impulso scompare

Questa frase presa in prestito da J.Krishnamurti, che originariamente dice, “se sei veramente diverso, allora quando guardi, il vecchio impulso scompare”, è un concetto su cui medito da anni per cercare di coglierlo appieno. Oggi credo di averlo compreso abbastanza bene grazie alla pratica quotidiana e comune dell’agricoltura sinergica.

Infatti, quando finiti i corsi di agricoltura oppure facendo orti nelle scuole, le persone guardano la terra e alla terra con una consapevolezza diversa e ci si sentono parte, sento di aver centrato il bersaglio. È anche il messaggio di Emilia Hazelip, di Fukuoka e di tutti i grandi filosofi e agricoltori naturali: la terra non più come fine, ma come mezzo.

Queste foto sono dell’ultimo lavoro che ho fatto a Siena in un progetto di orto sinergico per l’alternanza scuola-lavoro. L’orto fa parte di un progetto molto più grande per un parco archeologico e agricolo fuori le mura storiche in una bellissima vallata. Lì abbiamo costruito in autunno un orto e ora ci abbiamo rimesso mano con i ragazzi dell’Istituto Agrario di Siena.

Tra le foto vediamo anche il cassone per il letto caldo in cui produrre le proprie piantine. Il momento giusto per fare un letto caldo è fine gennaio, ma a Siena abbiamo dovuto farlo ora per questioni organizzative.

I ragazzi sono stati contenti di aver fatto qualcosa di vero e concreto nel contesto dell’alternanza scuola-lavoro. Qualcosa che ha ampliato le loro conoscenze, come loro stessi hanno notato e mi permetto di dire che l’orto li ha insegnato a guardare tutto ciò con un occhio diverso.

 

Questo orto è partito!!!

Domenica scorsa ci siamo ritrovati nell’orto dell’azienda agricola “A casa di Alice” a Maccarese (RM) per il piacere di rivederci e rimettere insieme mano in un orto a cui avevamo dato vita due anni fa.

Spesso ho sentito parlare della crisi del secondo anno degli orti sinergici. A volte oltre che sentirne parlare, mi sono trovata ad averci a che fare. Però, guardate queste foto!!! Sono sorprendenti! Questo orto ha due anni ma altro che crisi. QUESTO ORTO È PARTITO, OVVERO È EVIDENTE CHE SI È INNESCATO IL PROCESSO DI AUTOFERTILITÀ.

 

A chiunque possieda un terreno nella zona di Maccarese consiglierei di fare agricoltura sinergica. Quei suoli sembrano proprio votati ad essere un esempio di quanto l’autofertilità in agricoltura non solo è possibile ma è molto meglio di qualsiasi altra pratica agricola che l’uomo possa ingegnarsi a fare. I risultati sono fantastici.

In modo particolare nell’orto di Alice, fantastica donna con una dote innata verso l’agricoltura sinergica, direi lei e tutta la sua bella famiglia, si è raggiunto un equilibrio sorprendente tra il manto erboso spontaneo, gran parte edule, che ha colonizzato i passaggi e le aiuole. Infatti, sui passaggi sono cresciute tante piantine che si sono seminate da sole da piante madri andate in seme.

Le piante sulle aiuole sono belle, sane, forti, grandi e copiose. Se si sposta la paglia si vede lo strato di humus che si sta formando e tutti gli abitanti della rizosfera – ottimi collaboratori dell’agricoltura sinergica. Lombrichi, porcellini di terra e anche le formiche, meno gradite, ma c’è posto anche per loro.

Mi preme dire che in quest’orto c’è un’attenzione costante a quello che si fa, ovvero alla programmazione polifunzionale delle colture. Non serve stare col fiato sul collo ad un orto sinergico bensì programmare gli interventi seguendo una logica di biodiversità e pensare non solo alla nostra pancia, ma alla terra e a tutti quegli animaletti amici dell’agricoltura sinergica.

 

edf

Guardiamo questa foto, si tratta di senape in fiore. È stata messa insieme alla facelia sul bordo dell’aiuola più esterna per diversi motivi, tra cui: controllare l’ingresso delle infestanti, per avere già ora dei fiori in orto per le api e gli insetti impollinatori che possono mangiare le foglie prima dei fiori; per avere una grande quantità di radici sui fianchi dell’aiuola e usarla per proteggere dal freddo o dal sole i nuovi trapianti che ci si possono fare in mezzo.

È come dice Gabriele, un mio alunno a scuola con cui curiamo l’orto sinergico scolastico: “in agricoltura sinergica le cose si fanno sempre almeno per tre buoni motivi“. E aggiungo – come sempre diceva il caro Fortunato – in agricoltura sinergica 1+1=3.

 

Buon orto sinergico e buona primavera a tutti!

Primavera alle porte: ora di mettere mano ai nostri orti

Adesso è proprio il momento – per chi non l’avesse già fatto – di rimettere mano ai nostri orti per fare pulizia, semine e trapianti. Non dimentichiamoci di passare in rassegna l’impianto d’irrigazione per vedere se tutto va o se qualche pezzetto di ala gocciolante si è interrata e quindi ritirarla fuori.

Oppure come è successo nel mio orto, sostituirne qualche parte perché dopo qualche anno i fori si sono irrimediabilmente otturati. Questa operazione eventualmente è molto semplice da fare. Ci si procura qualche metro di nuova ala gocciolante e con dei raccordini dritti a pressione e la “santa” acqua bollente si innesta il nuovo pezzo.

Poi si scopre l’aiuola dalla paglia (operazione discussa ma che io faccio) per qualche ora in modo da poter lavorare comodi nel diradare il selvatico che si sarà un pò impossessato di tutto. Qui ognuno dovrà comportarsi come si sente di fare. Qualcosa di selvatico può rimanere sulle aiuole o si può fare una pulizia un pò più approfondita per procedere più comodi nelle nuove semine.

Facciamo un pò come vogliamo, facendo attenzione nel lasciare gran parte delle radici delle piante spontanee nelle aiuole e procediamo con semine e trapianti in abbondanza. Alla fine, non dimentichiamoci di ricoprire le aiuole in giornata con pacciamatura mista o altri materiali organici a scelta.

DSC_0218
Fiori di rucola. ph. R. Belincanta 

Un significato profondo dell’Agricoltura Sinergica

Per questo articolo prenderò spunto da un commento che ho ricevuto nel post in cui ho parlato dell’agricoltura naturale e l’uomo naturale. Il commento a cui mi riferisco è stato scritto da Anna C. Satta sulla pagina Facebook della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip, dove l’articolo è stato condiviso.

Ho sempre reputato molto interessanti ed evolutivi gli elementi che Anna Satta apporta al dibattito sull’Agricoltura Sinergica e naturale. Anche questa volta mi è piaciuto ciò che ha scritto e mi ha dato lo stimolo per questo intervento.

L’orto sinergico oltre ad essere un gran maestro di vita ha la capacità, fin dal primo momento in cui ci si viene a contatto, di risvegliare in noi qualcosa. Credo si vada a connettere con la parte selvatica che abbiamo, quella coscienza profonda sopita dallo stile di vita che viviamo e che solo qualcosa di profondamente autentico e naturale può destare.

Certo, un paesaggio naturale può fare lo stesso effetto se vissuto in modo continuativo. Infatti, in orto ci vado tutti i giorni (o quasi) e sono costretta a pensare e interpretare ciò che lì avviene. La forzatura dell’orto è relativa perché molto della natura ha interpretato Emilia Hazelip per poter consigliare dove mettere un carciofo piuttosto che una cipolla o una zucchina. Se non si è troppo in preda ad aspettative ciò che accade è meraviglioso e capace di portarci lontano nella consapevolezza.

Faccio Agricoltura Sinergica da 25 anni e ho lavorato i primi anni in orti fatti da Emilia Hazelip. Ciò che ne ho avuto in cambio è stato il dono più prezioso che abbia mai ricevuto. Riguardo a come può crescere una zucchina se la mettiamo nel posto sbagliato, credo sia il momento di introdurre il concetto di inevitabilità nelle nostre considerazioni. Mi spiego. Se la zucchina sta dove mai sarebbe nata (e concordo che in natura neanche esiste la zucchina così come la mettiamo a dimora noi), questa fa del tutto per dare il suo meglio proprio lì.

Anche noi esseri umani, forse nati in contesti che non ci si addicono, viviamo la condizione sociale come una forzatura, ma siamo nella condizione di inevitabilità: a certi livelli non ci si può sottrarre da quello che viviamo, la differenza sta in come lo viviamo e nei cambiamenti o consapevolezza interiore che le nostre azioni producono.

Io non saprei dire agli altri cosa devono fare, però nel insegnare l’agricoltura sinergica sono consapevole di fornire uno strumento prezioso e di contatto della natura profonda degli esseri umani – intesi come stessa parte dell’ecosistema – perché l’Agricoltura Sinergica è come diceva Emilia Hazelip: ecologia profonda.

orto_anna
L’orto in cui vado (quasi) tutti i giorni