[VIDEO] Orto Sinergico a scuola

Oggi vorrei condividere con voi questo video in cui racconto ciò che stiamo realizzando nell’ambito del progetto dell’Orto Sinergico per l’inclusione presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Sandro Pertini ad Alatri (FR).

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Questo orto è partito!!!

Domenica scorsa ci siamo ritrovati nell’orto dell’azienda agricola “A casa di Alice” a Maccarese (RM) per il piacere di rivederci e rimettere insieme mano in un orto a cui avevamo dato vita due anni fa.

Spesso ho sentito parlare della crisi del secondo anno degli orti sinergici. A volte oltre che sentirne parlare, mi sono trovata ad averci a che fare. Però, guardate queste foto!!! Sono sorprendenti! Questo orto ha due anni ma altro che crisi. QUESTO ORTO È PARTITO, OVVERO È EVIDENTE CHE SI È INNESCATO IL PROCESSO DI AUTOFERTILITÀ.

 

A chiunque possieda un terreno nella zona di Maccarese consiglierei di fare agricoltura sinergica. Quei suoli sembrano proprio votati ad essere un esempio di quanto l’autofertilità in agricoltura non solo è possibile ma è molto meglio di qualsiasi altra pratica agricola che l’uomo possa ingegnarsi a fare. I risultati sono fantastici.

In modo particolare nell’orto di Alice, fantastica donna con una dote innata verso l’agricoltura sinergica, direi lei e tutta la sua bella famiglia, si è raggiunto un equilibrio sorprendente tra il manto erboso spontaneo, gran parte edule, che ha colonizzato i passaggi e le aiuole. Infatti, sui passaggi sono cresciute tante piantine che si sono seminate da sole da piante madri andate in seme.

Le piante sulle aiuole sono belle, sane, forti, grandi e copiose. Se si sposta la paglia si vede lo strato di humus che si sta formando e tutti gli abitanti della rizosfera – ottimi collaboratori dell’agricoltura sinergica. Lombrichi, porcellini di terra e anche le formiche, meno gradite, ma c’è posto anche per loro.

Mi preme dire che in quest’orto c’è un’attenzione costante a quello che si fa, ovvero alla programmazione polifunzionale delle colture. Non serve stare col fiato sul collo ad un orto sinergico bensì programmare gli interventi seguendo una logica di biodiversità e pensare non solo alla nostra pancia, ma alla terra e a tutti quegli animaletti amici dell’agricoltura sinergica.

 

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Guardiamo questa foto, si tratta di senape in fiore. È stata messa insieme alla facelia sul bordo dell’aiuola più esterna per diversi motivi, tra cui: controllare l’ingresso delle infestanti, per avere già ora dei fiori in orto per le api e gli insetti impollinatori che possono mangiare le foglie prima dei fiori; per avere una grande quantità di radici sui fianchi dell’aiuola e usarla per proteggere dal freddo o dal sole i nuovi trapianti che ci si possono fare in mezzo.

È come dice Gabriele, un mio alunno a scuola con cui curiamo l’orto sinergico scolastico: “in agricoltura sinergica le cose si fanno sempre almeno per tre buoni motivi“. E aggiungo – come sempre diceva il caro Fortunato – in agricoltura sinergica 1+1=3.

 

Buon orto sinergico e buona primavera a tutti!

Primavera alle porte: ora di mettere mano ai nostri orti

Adesso è proprio il momento – per chi non l’avesse già fatto – di rimettere mano ai nostri orti per fare pulizia, semine e trapianti. Non dimentichiamoci di passare in rassegna l’impianto d’irrigazione per vedere se tutto va o se qualche pezzetto di ala gocciolante si è interrata e quindi ritirarla fuori.

Oppure come è successo nel mio orto, sostituirne qualche parte perché dopo qualche anno i fori si sono irrimediabilmente otturati. Questa operazione eventualmente è molto semplice da fare. Ci si procura qualche metro di nuova ala gocciolante e con dei raccordini dritti a pressione e la “santa” acqua bollente si innesta il nuovo pezzo.

Poi si scopre l’aiuola dalla paglia (operazione discussa ma che io faccio) per qualche ora in modo da poter lavorare comodi nel diradare il selvatico che si sarà un pò impossessato di tutto. Qui ognuno dovrà comportarsi come si sente di fare. Qualcosa di selvatico può rimanere sulle aiuole o si può fare una pulizia un pò più approfondita per procedere più comodi nelle nuove semine.

Facciamo un pò come vogliamo, facendo attenzione nel lasciare gran parte delle radici delle piante spontanee nelle aiuole e procediamo con semine e trapianti in abbondanza. Alla fine, non dimentichiamoci di ricoprire le aiuole in giornata con pacciamatura mista o altri materiali organici a scelta.

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Fiori di rucola. ph. R. Belincanta 

Un significato profondo dell’Agricoltura Sinergica

Per questo articolo prenderò spunto da un commento che ho ricevuto nel post in cui ho parlato dell’agricoltura naturale e l’uomo naturale. Il commento a cui mi riferisco è stato scritto da Anna C. Satta sulla pagina Facebook della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip, dove l’articolo è stato condiviso.

Ho sempre reputato molto interessanti ed evolutivi gli elementi che Anna Satta apporta al dibattito sull’Agricoltura Sinergica e naturale. Anche questa volta mi è piaciuto ciò che ha scritto e mi ha dato lo stimolo per questo intervento.

L’orto sinergico oltre ad essere un gran maestro di vita ha la capacità, fin dal primo momento in cui ci si viene a contatto, di risvegliare in noi qualcosa. Credo si vada a connettere con la parte selvatica che abbiamo, quella coscienza profonda sopita dallo stile di vita che viviamo e che solo qualcosa di profondamente autentico e naturale può destare.

Certo, un paesaggio naturale può fare lo stesso effetto se vissuto in modo continuativo. Infatti, in orto ci vado tutti i giorni (o quasi) e sono costretta a pensare e interpretare ciò che lì avviene. La forzatura dell’orto è relativa perché molto della natura ha interpretato Emilia Hazelip per poter consigliare dove mettere un carciofo piuttosto che una cipolla o una zucchina. Se non si è troppo in preda ad aspettative ciò che accade è meraviglioso e capace di portarci lontano nella consapevolezza.

Faccio Agricoltura Sinergica da 25 anni e ho lavorato i primi anni in orti fatti da Emilia Hazelip. Ciò che ne ho avuto in cambio è stato il dono più prezioso che abbia mai ricevuto. Riguardo a come può crescere una zucchina se la mettiamo nel posto sbagliato, credo sia il momento di introdurre il concetto di inevitabilità nelle nostre considerazioni. Mi spiego. Se la zucchina sta dove mai sarebbe nata (e concordo che in natura neanche esiste la zucchina così come la mettiamo a dimora noi), questa fa del tutto per dare il suo meglio proprio lì.

Anche noi esseri umani, forse nati in contesti che non ci si addicono, viviamo la condizione sociale come una forzatura, ma siamo nella condizione di inevitabilità: a certi livelli non ci si può sottrarre da quello che viviamo, la differenza sta in come lo viviamo e nei cambiamenti o consapevolezza interiore che le nostre azioni producono.

Io non saprei dire agli altri cosa devono fare, però nel insegnare l’agricoltura sinergica sono consapevole di fornire uno strumento prezioso e di contatto della natura profonda degli esseri umani – intesi come stessa parte dell’ecosistema – perché l’Agricoltura Sinergica è come diceva Emilia Hazelip: ecologia profonda.

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L’orto in cui vado (quasi) tutti i giorni

L’agricoltura naturale e l’uomo naturale

L’agricoltura naturale, nel nostro caso sinergica, può aiutare l’essere umano a diventare un uomo naturale capace di prendere dal mondo quello che gli serve per migliorare il mondo e se stesso. Come fanno le piante che prendono dall’atmosfera e dal suolo quello di cui necessitano per migliorare il suolo, ovvero l’ambiente in cui vivono.  

Spesso ci si abbarbica in ferree regole e dogmi per essere certi di star facendo proprio quello che si deve fare, ma io non credo che ciò serva a molto. L’unica etica naturale è quella di non danneggiare l’altro in senso ampio. Per il resto, ognuno è come è.

Se una zucchina è una grande consumatrice come può una cipolla, che è una pianta da residuo, dirle come deve vivere? La zucchina consuma tanta sostanza organica ma poi ne  produce altrettanto e può sfamare tante persone e animali e arricchire il suolo quando muore. Lo fa più che una cipolla, o per meglio dire, lo fa in maniera differente. Allora, possiamo dire che non c’è un punto di vista o un’etica corretta ma ci sono punti di vista ed etiche corrette e valide. Basta non infastidirsi per far prevalere la propria visione.

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Zucchina in fiore

 

I semi

I semi per il futuro (titolo di un bellissimo documentario in rete) nella nostra società ormai non si custodiscono più, in genere si comprano, siano essi biologici o no. Produrre, custodire e diffondere semenze invece è qualcosa di importantissimo per l’evoluzione del pianeta in cui viviamo. Vuol dire produrre, custodire e diffondere biodiversità; che vuol dire mantenere alta la probabilità di vita e di evoluzione nel e del pianeta stesso.

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Varietà di fagioli antichi

Ci sono tanti maestri e maestre orticoltori bravissimi nel produrre e conservare semenze da cui si può imparare come fare. Se non si ha idea di come si fa, basta acquistare un manuale che lo spiega e si possono ottenere ottimi risultati. Inoltre, ci sono molti eventi di scambio di semi in cui è molto interessante partecipare. In ogni modo, la cosa più avvincente è lasciare andare in seme alcuni dei propri ortaggi e recuperarne le semenze.

Nell’orto sinergico si può iniziare facilmente dai legumi che – finito il grosso della loro produzione – lasceremo andare e poi recupereremo i semi molto maturi e quasi secchi prima di tagliare la pianta. Da ricordare sempre che le piante da cui si acquistano i semi non devono essere f1 o f2 perché proprio in quanto ibridi non possiamo riprodurli.

I can do it”, suonava uno slogan pseudo femminista negli anni 70 con cui però ci hanno infinocchiato a diventare ingranaggi di un sistema predatore e consumista. Infatti, noi lo possiamo fare, possiamo diventare custodi di biodiversità!

Cosa succede in inverno nell’orto sinergico

Una pratica errata che spesso ho visto fare in giro – e su cui mi sento di voler dire la mia opinione – è la preparazione delle aiuole senza seminarle, fatta in tardo autunno o inizio inverno. Spesso poi, queste aiuole, vengono ricoperte con dei cartoni sostenendo che così la terra riposa e si predispone per essere seminata e trapiantata in autunno. Cerchiamo di capire perchè questa pratica era assolutamente sconsigliata da Emilia Hazelip.

Una volta realizzate le aiuole bisogna seminarle e mettere i trapianti nel minor tempo possibile. Infatti, quando la terra viene mossa per realizzare le aiuole, si mobilitano molti nutrienti nel terreno di cui le giovani pianticelle possono approfittare per prendere vigore e anche i semi per diventare delle belle piante.

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Pacciamatura e piante invernali

Se invece la terra si lascia coperta di cartoni le si toglie la possibilità di essere animata dalle radici, persino di quelle piante spontanee che salverebbero la situazione ricreando un nuovo equilibrio e quindi si perde fertilità.

Inoltre, in inverno dentro la terra c’è una vita incredibile e biodiversa che vive in simbiosi con le piante e le loro radici. Appena la temperatura sale, tutto parte per manifestarsi all’esterno tramite crescita e maturazione delle piante e dei semi. Ma ricordiamoci che la terra è viva e abitata da moltissimi microrganismi che senza le radici delle piante muoiono.

Dunque teniamo vivi i nostri orti, arriviamo in inverno con molte piante perenni o di stagione presenti e una buona pacciamatura. In inverno c’è un’ispirazione e un grande lavoro interno e invisibile. In primavera, un’espirazione in cui il lavoro invernale si manifesta in tutta la sua bellezza, colori e profumi.